Kalinka! (o di come Tetris ci ha fatto il lavaggio del cervello)

Cos’hanno in comune l’incidente dello stretto di Kerč tra Ucraina e Russia e il videogioco Tetris, se non l’ossessione russa per l’ordine (e una nostalgia di perestrojka)?

Lenin
Frame dalla puntata 19 della nona stagione dei Simpson (Marinaio Homer)

L’intervento russo in Crimea, dal referendum 2014 in poi, non è che l’ultimo sforzo per ricomporre il meraviglioso puzzle della formalmente disciolta Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (1922-1991). Che la Federazione non abbia la minima intenzione di mollare il colpo sui centri di controllo marittimi non è certo biasimabile: date uno sguardo agli sfortunati esiti della guerra russo-giapponese del 1904-5 e capirete perché esistano gemme della geopolitica come l’Oblast di Kaliningrad, enclave russa tra Polonia e Lituania con pratico sbocco vista mare.

Kaliningrad.PNG

Ma è solo il sogno di una madre patria unita a dare quello sprint all’espansionismo russo, o un più innato bisogno di ordine e incasellamento che l’occidente ha capito e amato tanto da elevarlo ad archetipo dell’organizzazione?

Nel 1984, esattamente trent’anni prima della crisi della Crimea, mentre lavorava per l’Accademia delle Scienze di Mosca, Aleksej Leonidovič Pažitnov creò il celebre videogioco Tetris con l’aiuto dei due colleghi Pavlovsky e Gerasimov. La prima veste per Electronika 60 (computer pressoché privo di capacità grafiche), se pure affascinante nel mostrare la struttura dei tetramini, non è propriamente allettante. Eccola qui:

 

E’ grazie al riadattamento di Gerasimov per computer IBM, infatti, se Tetris divenne il simbolo di come un gioco non dovesse essere complicato per funzionare, e dare assuefazione. Il rompicapo logico era ed è un must videoludico giocabile su qualunque piattaforma, a cominiciare dalla prima versione del Game Boy (che ci uscì in bundle per promuoversi). La Tetris Company di Pažitnov, fondata nel 1996, è oggi l’unica autorità in grado di riconoscere o meno l’autenticità e legittimità di una versione del gioco. Sono circa 90.

Se basta un piccolo scorcio sulla Russia del Mare d’Azov a insegnarci che la Grande Madre non lascia mai un lavoro incompiuto, dobbiamo chiederci se  la sola grafica di Tetris sia un prodotto finito. Come rendere totale quel lavaggio del cervello che il gioco favorisce così perfettamente (e che raggiunge il suo massimo livello di disagio nel Tetris effect)? Presto detto: con una musica appropriata.

Orecchio.png

Kalinka! O Korobeiniki?

Per ogni versione di Tetris, esiste una musica. Basta che sia incalzante, snervante, russa. A tratti sovietica. La prima scelta, quella di Pažitnov, è la popolarissima canzone Kalinka: composta nel 1860 da Ivan Petrovič Larënov, è uno dei più brani più eseguiti dal Coro dell’Armata Rossa (attivo ancora oggi dal 1928). L’alternativa, resa famosa dalla versione per Game Boy, è Korobeiniki, scritta l’anno dopo su testo della lirica di Nikolaj Nekrasov e inclusa nel gioco come Music A. La sua celebrità è stata accentuata dal cinema, con Il cacciatore di Cimino, Snatch di Ritchie e Il nemico alle porte di Annaud. Il risultato è che, appena udita, Korobeiniki non può che far pensare alla Grande Madre.

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Questi non sono che alcuni dei fattori che hanno contribuito a rendere Tetris la droga che è. Ne eravate appena usciti? Ripensateci.

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