Asphalte // Milano

Negli anni ’80 Gabriele Basilico fotografava Milano, in bianco e nero, senza giudicarla.

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Piazza Duca d’Aosta 1989. © Studio Gabriele Basilico, Milano

Non aveva bisogno di titoli come “Il grigiore della città” o “La capitale del fatturato”  perché si capisse il soggetto e gli occhi non divagassero sulle immagini. Una serietà scevra da intenti classificatori si riflette nel Pirellone, nell’ultima campagna al limitare con la città, nelle torri delle vecchie fabbriche.

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© Gabriele Basilico

Con un occhio attento, frutto degli studi di architettura, Basilico non era nuovo alla ricerca della verità oggettiva, non filtrata: negli anni ’60 esordì con le prime foto di indagine sociale, negli anni ’90 una Beirut distrutta dalla guerra civile, poi Berlino e la Silicon Valley. La scala di grigi abbraccia il volto delle città, il loro spirito e il loro asfalto senza alcun estetismo di facciata.

Cercate Basilico. Cercatelo a Bologna fino a gennaio, a Ivrea fino a febbraio, a Mestre fino a giugno.

Occhio

Asphalte

L’elemento povero è anche al centro dell’omonimo film di Samuel Benchetrit del 2015. Tradotto (infelicemente) in italiano come Il condominio dei cuori infranti, è basato sul primo volume dell’autobiografia del regista e sceneggiatore, Cronache dall’asfalto (2005). La storia è ambientata tutta intorno e all’interno di un palazzo della periferia di Colmar, tanto asciutto quanto deprimente, dove l’ascensore si blocca di continuo costringendo gli inquilini a entrare in reciproco contatto. L’onnipresente asfalto, come il greto asciutto di un fiume, sembra privo di vita fino al risveglio degli abitanti e a una riscoperta del mondo (complici alcuni eventi improbabili).

L'immagine può contenere: 1 persona, spazio al chiuso

 

Come le fotografie di Basilico, Asphalte sorprende lo spettatore mostrando il lato caldo e umano sotteso al grigiore e spezzando le aspettative dei prevenuti con la sua raffinatezza. Ancora non siete convinti? Questo è il trailer. Bonne vision!

Senso bonus: OrecchioIn sottofondo al film, un sinistro gracchiare risuona periodicamente nel cortile del palazzo, lasciando presagire il peggio. Il disvelamento finale della sua origine è tra i motivi per cui lo spettatore che non si fa prendere dallo sconforto di fronte alla potenziale minaccia viene premiato. Come a Milano.

 

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